Prestiti online da 150.000 euro: migilori offerte su internet, preventivi online

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I grandi progetti richiedono grande impegno e, nella maggior parte dei casi, l’impegno è soprattutto economico. Che si tratti dell’acquisto di un nuovo immobile o della ristrutturazione di un vecchio appartamento, della costruzione di un nuovo stabile professionale o dell’acquisto delle apparecchiature idonee a svolgere la propria professione, ogni grande passo nella vita di una persona comporta sempre la necessità di una certa somma di denaro che cresce al pari del progetto da realizzare. Neanche un soggetto su mille si ritrova pronta in tasca una somma da 150 mila euro da spendere immediatamente per soddisfare queste necessità e così, per venire incontro agli italiani che ne hanno bisogno, gli istituti di credito hanno realizzato dei prodotti finanziari specifici che, però, richiedono dei requisiti da parte del debitore non certo indifferenti.

Prestito o mutuo?

Quando si richiede un finanziamento di importo molto alto, come lo sono 150.000 euro, il primo prodotto che un consulente finanziario propone è quasi sempre il mutuo. Sebbene possano sembrare estremamente simili ad un soggetto non esperto, mutuo e prestito personale si distinguono per alcune loro caratteristiche.

Il mutuo, al contrario del prestito, prevede un tempo di restituzione estremamente lungo, anche di 30 anni, mentre per i prestiti personali di anni ne vengono concessi al massimo 15.

Il primo, nel caso di un acquisto di un immobile, finanzierà soltanto l’80% al massimo del valore reale dello stesso, tramite il prestito personale invece si può finanziare l’acquisto per intero. Quest’ultimo consente anche un ventaglio di scelte più ampio per quanto riguarda le garanzie che possono spaziare da un bene immobile o mobile, uno stipendio mensile, un garante o ancora un’eredità. Con il mutuo, invece, la sola garanzia possibile è l’ipoteca su un immobile. Considerando tutti questi aspetti si evince che il mutuo conviene quando si è proprietari di un immobile di valore economico superiore a quello del finanziamento che si intende ottenere e nel momento in cui si necessitano di molti più anni per rendere l’importo della rata mensile accessibile per le proprie tasche. In tutti gli altri casi, il prestito personale è sempre da preferire.

A chi sono rivolti?

Il prestito personale da 150.000 euro è accessibile a chiunque abbia già raggiunto la maggiore età. Tuttavia, al momento della scadenza del contratto, il richiedente non deve aver superato i 75 anni. Nel momento in cui si richiede un preventivo e si decide di fare domanda per un prestito personale di importo così elevato, e con dei tempi di restituzione proporzionalmente lunghi, è necessario valutare attentamente se il numero di rate da pagare alla banca è superiore o meno al numero di mesi che mancano al compimento dei 75 anni di età del richiedente. Se ci si accorge che le rate mensili eccedono tale data è inutile inoltrare la richiesta in quanto essa verrà respinta.

Si consiglia, in questi casi, di ridurre il tempo di restituzione aumentando l’importo delle rate mensili. In questo modo si avrà anche il vantaggio di pagare un minore ammontare di interessi.

Talvolta, per i prestiti personali da 150.000 euro, gli istituti di credito possono pretendere che chi sta richiedendo il prestito sia già stato censito dalle banche, avendo ottenuto un altro prestito in precedenza, in modo di avere un’ulteriore prova tangibile che si tratti di un ottimo pagatore e che il capitale concesso non sia a rischio.

Documentazione

Al momento della richiesta di un prestito personale da 150.000 euro, l’istituto di credito deve verificare l’identità del richiedente e la sua situazione finanziaria. Occorre, pertanto, presentare una copia del documento di identità e del codice fiascale o della tessera sanitaria. Il documento di identità può essere rappresentato dalla cartà di identità, che è anche quella più comunemente utilizzata in questi casi, o dal passaporto, soprattutto se si è stranieri. Chi non proviene da un Paese facente parte dell’Unione Europea è obbligato a presentare anche un permesso di soggiorno valido.

Una volta verificata l’identità del soggetto, si passa a valutarne la situazione economica. Se si ha una busta paga, si possono presentare le copie delle ultime tre ricevute. Questo è il modo più semplice per accedere al credito.

Le banche considerano la busta paga un’ottima garanzia e, se questa scaturisce da un contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, non hanno alcuna difficoltà a concedere un prestito, anche se da 150.000 euro, applicando su di essa la cessione del quinto.

In alternativa alla busta paga, per chi lavora in proprio o percepisce redditi da diverse fonti, è possibile presentare l’Attestazione ISEE ed il Modello Unico dei redditi che, tuttavia, da soli potrebbero non bastare a garantire l’accettazione della domanda di finanziamento. Potrebbe venir richiesta, infatti, anche una garanzia aggiuntiva costituita da un’ipoteca su un immobile di proprietà e in questo caso servono anche i documenti che dimostrano che si è i legittimi proprietari dello stesso.

Se si ha un garante, che rappresenta comunque un’ottimo aiuto al fine di ottenere la somma richiesta, sono necessarie anche le copie dei documenti che attestano la sua situazione economica oltre che la sua identità.

Non è necessario preparare copie cartacee di tutta questa documentazione quando si richiede un prestito personale online. Bastano, infatti, le sole copie digitali da allegare poi al momento opportuno. Se si è in possesso di una propria firma digitale, la si può usare per sottoscrivere il contratto senza doverlo necessariamente stampare.

Finanziamento cambializzato

Il prestito personale cambializzato è il più economicamente dispendioso tra tutti i prodotti finanziari presenti sul mercato ma, al contempo, è anche quello più facilmente accessibile per chi è stato segnalato al Crif o comunque non dispone di una busta paga per ottenere un finanziamento con cessione del quinto.

Le spese elevate del prestito cambializzato sono dovute in parte alla mancanza, appunto, di garanzie come la busta paga il che potrebbe significare anche un maggiore rischio di insolvenza da parte del debitore.

Inoltre, si devono considerare anche le spese di istruttoria e di valutazione dell’immobile su cui si intende porre l’ipoteca. Tutte queste spese vanno a determinare il TAEG (ovvero il Tasso Annuo Effettivo Globale) la cui percentuale indica gli interessi da corrispondere all’istituto di credito per ogni anno che intercorre tra la sottoscrizione del contratto ed il momento in cui il debito viene estinto. Per chi già risulta nelle banche dati della Centrale Rischi Finanziari perché già stato segnalato come cattivo pagatore oppure ha già subito un atto di protesto, la banca applica un tasso di interesse ancora maggiore, ma che pur sempre rientra nei limiti imposti dalle leggi contro l’usura bancaria, per recuperare in tempi minori la maggior parte del capitale.

Il pagamento delle rate mensili avviene per mezzo di cambiali, dei titoli di credito che danno diritto alla banca, qualora queste non venissero pagati entro la data di scadenza riportata sulle stesse, di pignorare il bene immobile ipotecato per poter ottenere il finanziamento. Questo, di valore economico superiore al capitale concesso dalla banca, verrà da essa rivenduto con il ricavato verrà saldato il debito ed estinto il contratto di finanziamento.

In ogni caso, un soggetto che non ha portato a termine il pagamento delle cambiali per la restituzione del prestito personale, anche se l’istituto di credito ha recuperato in altro modo il capitale investito, verrà segnalato comunque al Crif e iscritto nei registri dei protestati.

Bisogna però dire che 150.000 euro sono una somma molto importante che comporta un grosso rischio per la banca che la concede. Per questo motivo, difficilmente vengono accettate richieste da parte di cattivi pagatori e protestati che intendono ottenere un credito di 150.000 euro, a meno che questi non abbiano dalla loro parte un fidejussore che impegni il proprio patrimonio per saldare il debito contratto dal richiedente.

Garante e fidejussore

Sono due figure che rivestono il medesimo ruolo: garantire il rientro del capitale investito dalla banca nel prestito personale pagandone personalmente le rate mensili in caso di insolvenza da parte del richiedente.

Entrambi devono avere un ottimo reddito mensile, soprattutto quando devono garantire per importi così alti come 150.000 euro, e non devono essere mai stati segnalati al Crif.

Inoltre, non possono avere già altri finanziamenti in corso o ricoprire il ruolo di garante o fidejussore contemporaneamente per più di una persona perché difficilmente potrebbero avere le risorse economiche necessarie per far fronte a tutti i debiti. La differenza fondamentale tra fidejussore è garante consiste nel fatto che il primo pone a garanzia l’intero suo patrimonio sia mobile che immobile mentre il secondo mette a disposizione dell’istituto di credito solo una parte di esso, che generalmente corrisponde ad un quinto della busta paga (tale percentuale viene sempre calcolata sullo stipendio netto).