Prestiti on line a dipendenti pubblici: migliori prodotti e offerte online per statali 2020

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Da sempre i dipendenti pubblici possono godere di particolari agevolazioni di cui altri lavoratori non possono usufruire. Una di queste è rappresentata dai prestiti personali che, per i dipendenti pubblici, hanno tassi di interesse davvero competitivi. Fino al 2011 i finanziamenti per i dipendenti pubblici erano gestiti dall’INPDAP. Oggi, invece, sono erogati da un altro istituto,  l’INPS, l’ente di previdenza sociale che è un punto di riferimento per tutti gli italiani, sia lavoratori che pensionati.

INPDAP

L’INPDAP era un ente di previdenza sociale e assistenza economica i cui servizi erano rivolti ai dipendenti pubblici. Fondato nel 1993, l’INDAP svolgeva diverse funzioni, tra cui incassare i contributi previdenziali dei dipendenti pubblici, erogare le pensioni e i trattamenti di fine rapporto (Tfr), offriva prestazioni sociali di diverso tipo sia ai dipendenti pubblici che ai loro figli (borse di studio, case albergo e vacanze studio).

Tra le tante attività dell’INDAP rientrava anche la concessione di mutui e prestiti a tassi agevolati, riservati esclusivamente ai dipendenti pubblici.

Nel 2011, con il decreto “salva Italia” del Governo Monti, questo ente fu soppresso al fine di ottimizziare le risorse economiche dello Stato e tutte le sue funzioni ed il personale che vi lavorava furono trasferiti in un altro ente di previdenza sociale: l’INPS.

INPS

L’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) è il più importante istituto di previdenza sociale presentei sul territorio italiano. È stato fondato nel 1898, nel 2011 ha accorpato l’ente INPDAP e ne ha assunto tutte le funzioni.

L’iscrizione all’INPS è obbligatoria per tutti i lavoratori dipendenti sia pubblici che privati.

L’iscrizione è aperta anche ai lavoratori autonomi, in particolar modo se non esiste una cassa previdenziale apposita per la tipologia di lavoro che svolge. Oltre all’erogazione di prestiti personali ai dipendenti pubblici, l’INPS si occupa anche delle visite mediche per l’accertamento dell’invalidità o dell’inabilità al lavoro, gestisce la banca dati utilizzata per il calcolo dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), concede ai propri iscritti una casella di posta elettronica certificata (PEC) gratuita e, infine, eroga le pensioni. L’INPS si occupa, in generale, di tutto quanto concerne il mondo del lavoro dipendente e autonomo.

Caratteristiche dei prestiti per i dipendenti pubblici

I prestiti personali riservati ai dipendenti pubblici iscritti all’INPS sono molto diversi rispetto a quelli concessi ai comuni lavoratori. La prima differenza la si nota soprattutto nelle condizioni particolarmente agevolate di questi finanziamenti che non sono concesse a nessun’altra tipologia di lavoratore. I tassi di interesse, ad esempio, raramente superano il 5,5%, per quanto riguarda il TAEG, ed il 5% per il TAN.

Queste percentuali si abbassano ancora di più quando i prestiti vengono richiesti da categorie particolari di lavoratori dipendenti.

Per gli insegnanti della scuola pubblica che richiedono un prestito di piccolo importo, il tasso di interesse, sempre fisso, passa dal 5% circa all’1,5% e il rimborso può essere effettuato comodamente tramite 24 rate mensili, ossia in due anni di tempo.

I prestiti personali per dipendenti pubblici iscritti all’INPS possono essere suddivisi in tre categorie:

  • piccoli prestiti INPDAP (conservano ancora la vecchia denominazione)
  • prestiti pluriennali diretti
  • prestiti pluriennali garantiti

Simulazioni

Per i dipendenti pubblici esistono degli appositi simulatori per conoscere le condizioni di prestito e per richiedere i preventivi. Questi strumenti utilizzano di dati dell’INPS, come ad esempio lo stipendio netto del richiedente o quota di pensione percepita, per calcolare l’importo della rata mensile ideale per quel determinato soggetto. Viene comunicato così sia l’importo minimo che quello massimo che le rate mensili possono avere.

Le condizioni del prestito variano non solo in funzione dello stipendio netto del dipendente o della sua pensione, ma anche in base all’età anagrafica del richiedente.

Elaborando tutti questi dati, tra cui anche l’importo che si intende richiedere, il simulatore è in grado di restituire i preventivi dei prodotti finanziari che corrispondono alle preferenze del richiedente per quanto riguarda numero e importo delle rate, durata di restituzione del finanziamento e capitale erogato.

Piccoli prestiti INPDAP

Sono dei finanziamenti piuttosto veloci, pensati per aiutare il dipendente pubblico a gestire i piccoli imprevisti della vita quotidiana e le urgenze. I tempi concessi per il rimborso variano da uno a quattro anni, che contemplano il pagamento di un numero di rate mensili che va da 12 a 48. Non sono prestiti finalizzati e non occorre in alcun modo documentare l’utilizzo del credito concesso.

Gli importi erogabili variano in funzione di diversi fattori, tra cui la durata stessa del contratto di prestito e la situazione economica del dipendente pubblico che ha richiesto il finanziamento.

L’importo minimo concesso corrisponde allo stipendio netto mensile del dipendente mentre quello massimo può coprire fino ad un massimo di 8 mesi di entrate economiche, vale a dire 8 mesi di stipendio netto. Si tratta sempre di piccole somme a cui, però, vengono posti ulteriori limiti. Le cifre più alte, infatti, vengono concesse solo a quei dipendenti che non hanno altri finanziamenti in corso. I piccoli prestiti INPDAP godono di un tasso di interesse agevolato per cui il TAN (Tasso Annuo Nominale) è poco superiore al 4%. Potrebbe essere richiesto il pagamento delle spese riguardanti l’apertura del finanziamento o di un premio fondo rischi. Tali spese aggiuntive sono comunque molto ridotte.

I piccoli prestiti INPDAP possono essere richiesti da tutti i dipendenti pubblici iscritti all’INPS, i pensionati e tutti i lavoratori dipendenti, a condizione che siano iscritti al Fondo Credito D.M. 45/2007.

Tasso di interesse per i pensionati

Per i piccoli prestiti INPDAP destinati ai pensionati, il tasso di interesse applicato varia in base all’età anagrafica del richiedente. Per i finanziamenti il cui importo non supera i 5.000 euro, il tasso di interesse applicato è inferiore al 10% per chi non ha ancora compiuto i 60 anni di età, e sale fino a poco oltre il 13% per chi invece ha un’età più avanzata, fino ad un massimo di 79 anni.

Compiuti gli 80 anni, non è più possibile accedere ad un prestito INPDAP.

Quando viene richiesto un prestito superiore ai 5.000 euro, i tassi di interesse si abbassano lievemente. Per cui si ha un tasso poco superiore all’8% se si è ancora al di sotto dei 60 anni, ed uno massimo del 13% per i soggetti al di sotto degli 80 anni.

Prestiti INPDAP pluriennali diretti

I prestiti INPDAP pluriennali diretti, al contrario dei piccoli prestiti, richiedono che le spese effettuate per mezzo del finanziamento concesso siano opportunamente documentate. Per la restituzione del capitale, sono concessi dai 5 ai 10 anni (60 o 120 rate).

Possono accedervi tutti i dipendenti pubblici che hanno almeno quattro anni di anzianità di servizio e siano assunti con un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Per chi ha un contratto di durata inferiore, il credito è accessibile a condizione che il la scadenza del contratto di lavoro non avvenga prima dei tre anni e, in ogni caso, bisognerà porre il Tfr a garanzia della restituzione del prestito.

Prestiti INPDAP pluriennali garantiti

Questi speciali finanziamenti sono garantiti dall’INPS che copre vari rischi tra cui il decesso del debitore prima che abbia completato il pagamento delle rate, riduzione dello stipendio (soprattutto nei casi di prestito con cessione del quinto) o anche in caso di termine dell’attività lavorativa senza che si abbia diritto a percepire una pensione. Le tempistiche per il rimborso sono le stesse dei prestiti diretti, ovvero 5 oppure 10 anni. Anche in questo caso è richiesta un’anzianità di servizio di almeno quattro anni.

La liquidità concessa deve essere tale che le singole rate mensili non superino un quinto dello stipendio netto o della pensione, che corrisponde al 20% del totale.

Così come avviene per i piccoli prestiti, anche con i finanziamenti garantiti non occorre produrre documentazione che attesti la spesa effettuata tramite il denaro ricevuto in prestito. I tassi di interesse, in questo caso, vengono stabiliti direttamente dalle banche e dalle finanziarie che concedono il prestito.

Piccoli prestiti Prestiti pluriennali diretti Prestiti pluriennali garantiti
Piccoli importi Anche importi elevati Anche importi elevati
Restituzione da 1 a 4 anni Restituzione in 5 o 10 anni Restituzione in 5 o 10 anni
Non occorre documentare le spese Spese da documentare Non occorre documentare le spese
Nessuna anzianità di servizio richiesta Almeno 4 anni di anzianità di servizio Almeno 4 anni di anzianità di servizio

Mancato rimborso

Cosa avviene se un dipendente pubblico non provvede al puntuale pagamento di tutte le rate? Come avviene per tutti gli altri finanziamenti, il debitore viene segnalato nelle banche dati della Centrale Rischi come cattivo pagatore dove il suo nominativo rimane registrato per cinque anni.

Una cancellazione prima di questo arco di tempo è possibile a condizione che si provveda immediatamente a regolarizzare la propria posizione.

Qualora ciò non dovesse avvenire, il dipendente pubblico che non ha ancora restituito il prestito sarà subito segnalato come soggetto protestato e successivamente subirà il pignoramento dei propri beni personali che saranno poi messi in vendita. Il ricavato sarà utilizzato per risarcire l’ente che ha erogato il credito, coprendo così gli importi sia del capitale ancora non restituito che degli interessi maturati ed eventuali spese accessorie dovute al pignoramento stesso.