Prestiti on line per commercianti: migliori prodotti online 2021

Indice dei contenuti

Quando si intende richiedere un prestito dalle banche, la prima cosa che serve è fornire delle garanzie sulla restituzione del capitale concesso. Nella maggior parte dei casi, tale garanzia è costituita dalla busta paga di un lavoratore dipendente. Esistono, tuttavia, delle categorie di lavoratori che non sono alle dipendenze di un’azienda ma che ne sono i proprietari. Questi non hanno alcuna busta paga da poter esibire durante la richiesta di un prestito personale. Come fare se si lavora in proprio e si necessita di un finanziamento? Quali sono i prodotti finanziari studiati dalle banche per sopperire a questa situazione e rendere il credito accessibile anche ai titolari di azienda? Quali sono i requisiti per ottenere un prestito senza busta paga e quali vantaggi esso offre?

Chi sono i commercianti

I commercianti, secondo l’ordinamento giuridico dello Stato Italiano, sono tutte quelle persone che esercitano un’attività di commercio in proprio, sono titolari di un’azienda, non sono lavoratori dipendenti e pertanto non hanno una busta paga. Appartengono a questa categoria anche gli imprenditori.

Perchè un prestito?

Le spese da sostenere per mandare avanti un’attività commerciale possono essere davvero numerose e spesso l’imprenditore non ha immediatamente disponibile il denaro necessario per far fronte a queste uscite economiche richieste dalla sua attività lavorativa.

Il bisogno di liquidità aumenta se l’azienda non è ancora ben consolidata oppure è totalmente da avviare.

Potrebbe essere necessario acquistare da un grossista la merce da rivendere al dettaglio, oppure di sostituire della strumentazione professionale guasta o ormai datata, o ancora si necessità di un nuovo mezzo di trasporto da adibire a scopi professionali. Tutte queste necessità di un’azienda in crescita o ancora nascenterichiedono notevoli somme di denaro e non sempre chi ha avviato un’attività da poco tempo riesce ad affrontarle contando solo sulle sue forze. Come se tutto questo non fosse sufficiente, è subentrata anche l’attuale situazione economica italiana a mettere ancora più in difficoltà soprattutto i piccoli commercianti.

A subire maggiormente le conseguenze di tutto questo sono principalmente gli imprenditori stagionali, la cui attività economica non è ugualmente produttiva durante tutti i mesi dell’anno.

Ecco che allora vengono in soccorso le banche che, tramite prodotti finanziari appositamente studiati, riescono ad aiutare il commerciante a mandare avanti la sua impresa concedendogli un prestito dedicato proprio a questa categoria di lavoratori.

Agevolazioni dalla Camera di Commercio

Un ulteriore aiuto agli imprenditori in difficoltà economiche, oltre che dai tradizionali istituti di credito, può venire offerto anche dalla Camera di Commercio. I finanziamenti da essa proposti offrono delle agevolazioni rispetto ai prestiti tradizionali riservati ad altre categorie di lavoratori. Questi vantaggi non sono limitati alle modalità con cui il credito viene erogato e restituito ma coinvolgono anche i tassi di interesse che sono particolarmente vantaggiosi.

Sul sito ufficiale della Camera di Commercio è possibile informarsi su tutte le agevolazioni relative ai prestiti personali per commercianti, ma anche riguardo gli altri aiuti previsti come i corsi di formazione gratuiti e gli sgravi fiscali concessi a chi lavora in proprio.

Caratteristiche dei finanziamenti

I prestiti personali per commercianti sono disponibili online presso i maggiori enti di credito presenti sul territorio italiano. Le condizioni offerte per accedere al credito sono simili per quasi tutte le banche.

Gli importi erogabili partono da un minimo di 5.000 euro e crescono in base al tipo di prodotto richiesto e all’ente creditizio cui ci si rivolge.

Il denaro ottenuto è spendibile per l’acquisto di scorte e qualsiasi tipo di bene materiale o immateriale necessario a mandare avanti l’azienda. La durata minima complessiva del prestito è generalmente di tre anni, ciò vuol dire che il capitale concesso deve essere restituito per mezzo di 36 rate mensili.

Interessi

Fatta eccezione per i finanziamenti concessi dalla Camera di Commercio, i prestiti personali per i commercianti sono caratterizzati da un tasso di interesse leggermente più elevato se messo a confronto con quello applicato ai prestiti per lavoratori dipendenti che esibiscono una busta paga come forma di garanzia.

L’aumento del tasso di interesse è dovuto alla minore stabilità economica di un imprenditore che lavora in proprio rispetto ad un dipendente che ha un contratto a tempo indeterminato ed uno stipendio fisso ogni mese.

Poichè per un finanziamento ad un libero professionista il rischio di insolvenza è più alto, gli istituti di credito adottano un tasso di interesse maggiore per tutelarsi. Per i finanziamenti ai commercianti TAN e TAEG si attestano, in media, attorno all’8%

Cosa serve?

I documenti necessari per ottenere un prestito personale online dedicato ai commercianti non sono molti e neppure si discostano tanto da quelli richiesti dagli altri tipi di finanziamento. Come sempre, occorrono una copia del documento di identità e del codice fiscale.

In questo particolare caso la busta paga, non disponibile per i commercianti, viene sostituita dall’ultima dichiarazione dei redditi effettuata o dal Modello Unico riferito alle finanze del precedente anno.

Garanzie

I commercianti non dispongono di una busta paga da presentare come garanzia di restituzione del prestito e pertando devono offrire delle garanzie aggiuntive non richieste ai lavoratori dipendenti con stipendio fisso. Nella maggior parte dei casi, occorre la firma di un garante che può essere rappresentato dal coniuge o da qualsiasi altro soggetto che abbia un legame di parentela con il richiedente.

Questa persona subentrerà nel pagamento delle rate qualora il richiedente stesso si dovesse trovare in una situazione economica tale da non riuscire più ad avere il capitale necessario per coprire tale spesa.

Un’altra forma di garanzia riservata ai commercianti sono i crediti non ancora riscossi ma comunque già maturati negli anni precedenti. O, ancora, l’immobile stesso in cui il commerciante esercita la sua attività lavorativa può essere utilizzato come garanzia per la restituzione del prestito. In questo caso particolare, si può porre un’ipoteca sulla proprietà immobiliare del negozio e ottenere così un prestito da restituire per mezzo di cambiali. Se il commerciante non dovesse pagare puntualmente alcune di queste cambiali, la banca avrà il diritto di espropriarlo del bene su cui ha posto l’ipoteca per poi rivenderlo e recuperare in questo modo il capitale concesso, gli interessi maturati e le spese accessorie sostenute.

Estinzione anticipata

Anche i commercianti hanno il diritto di procedere con l’estinzione anticipata del prestito personale, qualora la loro attività lavorativa andasse incontro ad un periodo particolarmente florido ed essi si ritrovassero in possesso del denaro necessario a restituire anticipatamente quanto hanno ricevuto in prestito dalla banca. Come per tutte le altre categorie di lavoratori, anche in questo caso si andrà incontro al pagamento di una penale il cui importo sarà strettamente correlato all’ammontare del debito residuo e al numero di anni che intercorrono tra il momento in cui si effettua l’estinzione anticipata e quello in cui sarebbe avvenuta la naturale scadenza del contratto.

Se questo arco di tempo è inferiore ai 12 mesi, la penale da pagare avrà un costo pari allo 0,5% del capitale ancora da restituire, in caso contrario tale percentuale salirà all’1%.

Per importi inferiori ai 10.000 euro di capitale concesso in prestito non è previsto il pagamento di alcuna multa o penale in caso di estinzione anticipata.

Commercianti protestati e cattivi pagatori

Un commerciante che ha dovuto richiedere un prestito per affrontare un momento di crisi può anche aver avuto un ulteriore decrescita dei guadagni e non essere riuscito a rispettare la scadenza delle rate. In questo caso, la banca avrà provveduto a segnalare il suo nome nei database della Centrale Rischi ed egli, da questo momento, avrà maggiori difficoltà ad ottenere un nuovo prestito personale, qualora ne avesse nuovamente bisogno.

A complicare le cose, interviene il fatto che il commerciante è un lavoratore indipendente, che non ha busta paga e pertanto non può accedere ai prestiti con cessione del quinto concessi anche ai cattivi pagatori e ai protestati. Come potrebbe fare, allora, un commerciante che ha bisogno di chiedere un nuovo finanziamento ma risulta iscritto nelle banche dati dei Sistemi di Informazione Creditizia? Data la situazione, l’unica strada percorribile per il commerciante è il prestito cambializzato.

Questa tipologia di finanziamento viene concessa anche ai cattivi pagatori, a patto che essi siano in possesso di un bene proprio, quale un immobile di valore superiore al capitale richiesto, su cui mettere un ipoteca.

La banca, così, avrà la garanzia di poter rientrare del capitale e incassare gli interessi anche nel caso in cui il debitore non dovesse pagare le cambiali. In tal caso, la banca potrà prendere possesso del bene ipotecato, rivenderlo e in questo modo portare a zero il debito contratto da chi ha richiesto il finanziamento.