Prestiti on line senza garanzie: migliori prodotti online 2020

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L’accesso al credito non è più prerogativa di chi ha una busta paga da utilizzare come garanzia per la restituzione. Gli istituti di credito, infatti, hanno elaborato dei prodotti finanziari destinati a coloro che non possono presentare garanzie come la busta paga. Studenti, commercianti, casalinghe: sono numerose le categorie che non dispongono di busta paga, in quanto non sono lavoratori dipendenti. Poichè costoro non possono accedere al prestito con cessione del quinto o con delega di pagamento, si rende necessario indagare quali siano le tipologie di finanziamento che non richiedono la garanzia della busta paga, quali sono i requisiti richiesti e a quale tipologia di cliente è rivolto ognuno di essi.

Microprestiti per i privati

Sono dei finanziamenti di importo molto piccolo, richiedibili online. Solitamente vengono concessi più dalle finanziarie che dalle banche.

In virtù della cifra che si può richiedere, generalmente non superiore ai 1000 euro, per questi prestiti non sono necessarie garanzie.

Sempre a causa del loro basso importo, i microprestiti vanno restituiti in tempi decisamente brevi. Talvolta vengono concessi appena due mesi. Si tratta di un prodotto finanziario pensato per chi deve sostenere una spesa impellente, di importo non elevatissimo ma che comunque non riuscirebbe a ricavare dal proprio lavoro entro i tempi necessari per l’acquisto.

I microprestiti, dunque, sono utili per fare acquisti immediati e di basso importo, che per cause di forza maggiore bisogna concludere nell’immediato ma che, se la persona avesse a disposizione un maggiore lasso di tempo, non avrebbe bisogno di richiedere un microprestito e potrebbe portare a termine l’acquisto ugualmente contando solo sulle proprie risorse.

Possono essere concessi anche a chi ha altri finanziamenti in corso, a condizione che la situazione finanziaria del richiedente sia idonea a sostenere la restituzione di questo ulteriore prestito.

E per le aziende

Alcune finanziarie erogano microprestiti anche di importo maggiore, ma essi sono spesso destinati alle aziende e non ai privati cittadini. I fondi utilizzati sono spesso concessi dall’Unione Europea.

Possono essere finanziate in questo modo sia aziende già avviate che quelle emergenti, a condizione che esse non annoverino tra i loro dipendenti più di 10 persone.

La somma massima erogabile è di 25.000 euro (contro i 1000 concessi ai privati) ed il rimborso è distribuito in un arco di tempo mediamente lungo, proporzionale al capitale ottenuto in prestito.

Carte revolving

Sono carte prepagate in cui l’importo presente è concesso in prestito dall’ente creditizio che ha rilasciato la carta. Tramite queste si possono effettuare acquisti sia online che in un negozio fisico ed è possibile anche prelevare agli sportelli. Il credito consumato non viene detratto direttamente dal conto corrente dell’intestatario ma viene restituito per mezzo di rate mensili di importo fisso.

Poichè le ricevute dei pagamenti effettuati con la carta revolving devono essere firmate dal titolare, si desume che egli solo può utilizzare questa carta, non può cederla in prestito ad altri e, qualora questo avvenisse, il titolare della carta revolving incorrerà nell’immediata sospensione e revoca della stessa.

L’ammontare mensile del capitale spendibile tramite carta revolving è fissato dall’ente creditizio che l’ha concessa e tiene conto della situazione finanziaria del titolare e della sua capacità di estinguere il debito. Per fare ciò, egli può pagare le rate mensili prestabilite, scegliere di aumentarne l’importo per ridurne il numero o saldare il debito totale in un’unica soluzione.

Gli interessi da corrispondere all’ente di credito vengono calcolati sulle somme di denaro effettivamente utilizzate e non sull’ammontare massimo spendibile per mezzo della carta revolving.

Tuttavia, come per qualsiasi altro prestito personale senza opportune garanzie, anche per le carte revolving gli interessi sono piuttosto elevati rispetto ai finanziamenti concessi con la garanzia di una busta paga.

Liberi professionisti

Anche chi lavora in proprio, sebbene abbia una propria entrata economica, non dispone di una busta paga da utilizzare come garanzia per ottenere un prestito personale. I liberi professionisti con partita iva, i commercianti e chi ha un reddito che deriva da attività non lavorative (come, ad esempio, un immobile concesso in locazione da cui si ricava un canone di affitto mensile) devono presentare, al momento della richiesta di prestito online o in filiale, la dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.

Talvolta, gli istituti di credito possono richiedere quelle degli ultimi due anni invece che di uno solo.

In base ai dati riportati sul documento della dichiarazione dei redditi, la banca deciderà quale è l’importo massimo che è possibile erogare al libero professionista che ne ha fatto richiesta. Il capitale concesso deve essere tale da rientrare nelle possibilità economiche del richiedente, in modo che egli possa facilmente pagare le rate mensili senza incorrere in una situazione di morosità.

Qualora il reddito dei liberi professionisti fosse sufficientemente elevato, costoro possono ottenere il prestito personale anche senza avvalersi della firma di un garante.

Questa figura è comunque necessaria per importi molto alti, come per esempio per acquisto di un nuovo immobile. In questo caso, per agevolare l’ottenimento del credito, si può porre un’ipoteca su di esso.

Per i commercianti, infine, sono possibili dei prestiti a tassi agevolati concessi grazie ai fondi messi a disposizione dalla Camera di Commercio. Basta recarsi sul sito web di quest’ultima per scoprire come richiederli.

Casalinghe

Anche le casalinghe possono ottenere dei prestiti personali, a condizione che abbiano una minima entrata economica mensile. Questa può essere rappresentata da lavori saltuari o da l’affitto ricavato da un immobile dato in locazione a terzi.

L’importo concesso è minimo, per ovvi motivi legati alla scarsa capacità di restituzione del capitale.

Per gli stessi motivi, spesso alla casalinghe viene richiesta la firma di un garante prima di poter ottenere il prestito personale. Oltre ai documenti che provano l’identità del garante e la sua situazione economica, una casalinga che intende richiedere un prestito personale deve allegare, insieme ai propri documenti di identità, anche qualsiasi documento idoneo a dimostrare le sue entrate economiche mensili, vale a dire un blocco di ricevute per i lavori saltuari o un contratto di locazione nel caso di un immobile dato in affitto a terzi. Se proprietaria di un immobile, la casalinga può porre su di esso un’ipoteca per aumentare le possibilità che gli venga concesso il finanziamento richiesto.

Studenti

I finanziamenti agli studenti sono i prestiti senza garanzie per eccellenza. Uno studente, nella quasi totalità dei casi, non ha un impiego e non dispone di un reddito proprio, pertanto egli non può presentare alcuna garanzia economica sulla restituzione del capitale concesso. Per questo, la maggior parte dei prestiti destinati agli studenti sono a fondo perduto.

La loro funzione è quella di incentivare l’alta formazione universitaria, sostenendo economicamente lo studente fino al conseguimento della laurea e talvolta anche oltre, con finanziamenti dedicati all’ottenimento di un Master, ad esempio.

Per quanto concerne i prestiti non a fondo perduto, questi spesso necessitano della firma di un garante. Per agevolare lo studente e consentirgli un facile rimborso del prestito concesso, questi finanziamenti hanno un tasso di interesse agevolato, molto inferiore a quello applicato ai prestiti personali per i lavoratori e il tempo concesso per la restituzione è anche maggiore. Inoltre, la scadenza della prima rata mensile non viene posta immediatamente dopo il conseguimento del titolo di studio. Allo studente che ha richiesto il prestito, qualora lo ritenesse necessario, vengono concessi due ulteriori anni prima di iniziare a pagare le rate per la restituzione del capitale. In questo arco di tempo, sebbene aumentino anche gli interessi da corrispondere, l’ormai ex studente ha modo di inserirsi nel mondo del lavoro e iniziare a guadagnare un capitale che gli consentirà di pagare autonomamente le rate mensili.

Protestati e cattivi pagatori

In assenza di busta paga con cui effettuare la cessione del quinto o la delega di pagamento, l’ottenimento di un prestito personale diventa ancora più complicato per chi è stato segnalato alla Centrale Rischi come cattivo pagatore, o addirittura è stato protestato. Per questi soggetti, una possibilità di ottenere il credito è quella della fidejussione.

Con la fideiussione, un soggetto terzo fa da garante a chi ha richiesto il prestito, impegnando il proprio patrimonio personale a tutela della banca.

Il prestito con fideiussione è diverso dal prestito ipotecario in quanto non vi è uno specifico bene immobile, di proprietà del debitore, su cui porre l’ipoteca ma è il patrimonio generico del fideiussore a fare da garanzia per la banca. Inoltre, il fideiussore non garantisce per l’intero importo erogato in prestito, ma solo per una parte di esso stabilita nel contratto. La fideiussione prevede delle spese aggiuntive che vanno da un minimo dello 0,75% ad un massimo del 3%, in funzione del capitale concesso in prestito.